domenica 5 settembre 2010 Registrazione   Login 

L'ACR è la proposta educativa che rende possibile anche ai ragazzi di vivere l'Azione Cattolica, credendo nella loro capacità di essere protagonisti della propria crescita e di essere apostoli tra i coetanei.


GRANDE FESTA FINALE ACR !!!!

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FESTA

QUANDO ??

IL 29 MAGGIO 2010

 

 DOVE ??

ALL'ORATORIO DI GIUSSANO

 

ORA ??

DALLE 16.00 ALLE 21.00

 

 

  
dall'AC


tratto dal sito della AC

Come stanno cambiando in diocesi i cammini di iniziazione cristiana di bambini e ragazzi, secondo le indicazioni dell’arcivescovo e dopo le sperimentazioni fatte in alcune parrocchie? Ne parliamo con don Ivano Valagussa e conosciamo alcune esperienze locali.


La Diocesi ha avviato la trasformazione dei percorsi di Iniziazione cristiana di bambini e ragazzi.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta con don Ivano Valagussa

Rivoluzione catechesi: ecco i nuovi cammini

Nella Chiesa ambrosiana è in atto una vera e propria “rivoluzione” nel modo di intendere e proporre i cammini di iniziazione cristiana, dai bambini ai ragazzi. La sperimentazione di queste nuove modalità ha visto in questi anni la partecipazione complessiva di 52 parrocchie, per un totale di 490 catechisti e di 6766 bambini coinvolti: al 31 dicembre 2008 ben 1470 ragazzi avevano celebrato in forma unitaria Battesimo – se catecumeni –, Cresima e Comunione.
Per capire di che cosa si tratta abbiamo sentito don Ivano Valagussa, assistente unitario dell’AC e responsabile del Servizio diocesano per la catechesi.
Dopo la sperimentazione di questi anni, a che punto siamo con il rinnovamento del cammino di iniziazione cristianaì dei ragazzi?
In questo periodo di “cantieri aperti” nella nostra Chiesa di Milano, la domanda ricorre spesso, non solo tra i catechisti, ma tra operatori pastorali, genitori, sacerdoti e religiosi presenti nelle parrocchie e nelle comunità pastorali. L’Iniziazione cristiana () delle giovani generazioni è compito di tutta la comunità cristiana, segno della maternità e della missionarietà della Chiesa, frutto dell’azione dello Spirito e dell’accompagnamento nella IC testimonianza di vita cristiana da parte degli adulti.
Ma come realizzare tutto questo?
Oggi, per le nuove generazioni di bambini e ragazzi, come ha scritto l’Arcivescovo nel piano pastorale “Famiglia comunica la tua fede”, “non si può dare per scontato che la famiglia provveda alla trasmissione della fede e al cammino di ingresso nella vita cristiana dei bambini negli anni dopo il Battesimo”. Quindi nelle nostre comunità è urgente “fare” qualcosa per incontrare le persone che vivono situazioni complesse e sono bisognose di un primo annuncio e per un’introduzione graduale alla vita cristiana. Non si tratta solo di preparare delle persone a ricevere i sacramenti, ma anche di introdurre il credente all’incontro con la Chiesa.
Si potrebbe dire che, superando la giustapposizione, sono il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia che realizzano l’iniziazione, perché introducono il credente nell’esistenza cristiana e nel mistero della Chiesa, corpo di Cristo. Questa comprensione dell’IC richiede una formazione seria offerta nelle comunità cristiane e, per gli operatori pastori, nelle diverse “scuole” di decanato, di zona pastorale e diocesane.
Quali sono i compiti e le modalità nuove per le comunità?
Anzitutto l’Arcivescovo ha voluto ricordare la scelta della pastorale battesimale e post-battesimale e la sua proposta all’intera comunità diocesana. Con questa decisione il cardinale ha dato avvio alle nuove modalità di IC elaborate nella sperimentazione in alcune comunità cristiane e caratterizzate da una visione unitaria e catecumenale
dell’introduzione alla vita cristiana a partire dal Battesimo. Tra gli elementi qualificanti del progetto c’è l’intenzione di considerare tutto l’arco che va dal Battesimo del bambino alla mistagogia dopo la celebrazione dei Sacramenti della Confermazione e dell’Eucaristia. In sostanza, l’IC dei bambini e dei ragazzi non incomincia quando inizia la catechesi di gruppo, ma quando i genitori chiedono il Battesimo per il loro bambino e termina con il paziente lavoro di interiorizzazione del dono di grazia che hanno ricevuto nei sacramenti.
In che cosa consiste la visione catecumenale di questo cammino?
L’ispirazione catecumenale dell’Iniziazione Cristiana presenta questi quattro elementi: l’attenzione al “primo annuncio”, l’introduzione globale e graduale alla fede e alla
vita cristiana, la celebrazione unitaria dei sacramenti che evidenzi il ruolo dell’Eucaristia come punto di approdo sacramentale dell’itinerario, l’introduzione del tempo della
Mistagogia per aiutare a percepire che i sacramenti non sono punto di arrivo, ma sorgente della vita cristiana. In questi anni, attraverso un impegno più deciso nella pastorale battesimale e post battesimale (0-7 anni) sarà possibile realizzare una preparazione progressiva delle famiglie e delle stesse comunità cristiane a vivere le nuove modalità per la seconda fase dell’IC (7-14 anni) come naturale e ovvia “evoluzione del cammino incominciato con il Battesimo”.
Dopo il Battesimo come procede il cammino?
Accanto a questo impegno pastorale nel campo battesimale, in questi anni nelle parrocchie è stata fatta una lunga sperimentazione per i bambini e ragazzi fino a 14 anni, e in particolare per la fase 7-11, caratterizzata dal completamento della celebrazione dei sacramenti dell’ I.
Il progetto del nuovo itinerario relativo alla fase 7-11 anni è stato sperimentato sempre a partire da una prospettiva di catecumenato dei ragazzi.
Esso non è più diviso in anni, bensì in tempi, scanditi da obiettivi, contenuti, e celebrazioni di passaggio.
Sinteticamente la struttura dell’intero itinerario presenta tre “tempi”: quello della prima evangelizzazione e dell’accoglienza (dura circa 6-9 mesi), quello del discepolato
o catecumeno (dura non meno di 24-30 mesi), quello della preparazione prossima ai sacramenti (dura 4-6 mesi). L’intero percorso per la fase 7-11 anni dura circa 40/48 mesi e si conclude non oltre i 12 anni.
Che cosa cambia per i catechisti?
Insieme a questo lavoro che scaturisce dalla informazione sulle sperimentazioni fatte il nuovo anno pastorale sarà caratterizzato anche dalla proposta di formazione degli operatori nel campo della catechesi. La progressiva introduzione dei nuovi itinerari di IC in Diocesi chiede un ripensamento della proposta formativa per i catechisti a tre livelli. Prima di tutto un corso base per catechisti. Si tratta di un percorso strutturato e destinato a costituire la formazione diocesana degli operatori nella catechesi.
Può essere progettato in un biennio ed articolato in moduli, secondo le indicazione del recente documento CEI sulla formazione dei catechisti. Valorizza soprattutto il metodo del laboratorio.
Come verranno formati i nuovi catechisti e quali proposte per loro si stanno pensando in Diocesi?
Destinatari di questo percorso sono in particolare i nuovi catechisti, ma anche tutti coloro che già operano nel campo della catechesi dei ragazzi e chiedono una formazione anche in ordine all’introduzione dei nuovi itinerari rinnovati e per una rilettura del proprio ministero alla luce delle nuove scelte pastorali.
Questo corso può essere seguito da un secondo biennio detto di “specializzazione” destinato soprattutto a quanti sono chiamati a ricoprire ruoli di coordinamento dei catechisti parrocchiali. Poi ci vogliono percorsi formativi e laboratori particolari. In questo secondo gruppo si raccolgono percorsi specifici su temi particolari progettati e attivati su richiesta delle realtà locali; percorsi  formativi rivolti a catechisti che si trovano ad operare in realtà dove si registra una significativa presenza di ragazzi stranieri oppure si occupano di ragazzi diversamente abili; iniziative formative proposte da realtà altre rispetto agli Uffici diocesani preposti. Infine, un corso per catechisti dei nuovi itinerari, dedicato ai catechisti che si troveranno a breve a iniziare i nuovi cammini e che chiedono un accompagnamento pratico lungo lo svolgersi dell’itinerario. L’articolazione del percorso potrebbe offrire, con un ciclo triennale, la possibilità di affrontare l’anno precedente quanto si andrà a proporre in parrocchia l’anno successivo. Questo corso rimarrebbe attivato fino alla piena introduzione in Diocesi dei nuovi itinerari di IC. Queste proposte di formazione potranno essere realizzate sul territorio diocesano con l’apporto specifico delle Scuole diocesane per gli operatori patorali (SDOP). Molto interessante è il programma della Scuola catechisti che l’AC ambrosiana annualmente propone e che proprio quest’anno è centrato sull’approfondimento di alcuni elementi essenziali della nuova proposta di IC.
Chi sarà il referente diocesano di tutto questo rinnovamento dell’Iniziazione?
L’Arcivescovo per il coordinamento e la realizzazione di questo lavoro ha nominato il primo settembre 2009 la nuova Commissione arcivescovile per gli Itinerari di Iniziazione cristiana, integrando la Commissione per la sperimentazione con alcuni nuovi componenti che sono stati individuati nel mese di giugno 2009; in particolare due rappresentanti dei decani e due rappresentanti dei Consigli diocesani.
A questa Commissione l’Arcivescovo ha affidato il compito di monitorare l’andamento delle parrocchie che hanno introdotto il nuovo percorso di IC, di sostenere l’introduzione nelle comunità cristiane della pastorale battesimale e post-battesimale, di delineare il raccordo tra conclusione del cammino sacramentale e la pastorale
dei ragazzi e degli adolescenti, di favorire una più ampia condivisione delle motivazioni che sostengono i nuovi itinerari, di predisporre sussidi adeguati. Anche la preparazione di questi strumenti concreti favorirà la formazione dei catechisti, compito vitale e impegno prioritario per le comunità cristiane, e l’introduzione progressiva di una catechesi sviluppata ormai in termini di “iniziazione” alla vita cristiana.

A cura di Rosanna Ajani

  
FESTA

PROGRAMMA:

 

-h. 16.00 :ACCOGLIENZA

-h. 16.30 :GIOCO INSIEME

-h. 19.00 :PREGHIERA

-h. 19.30 :CENA

-h. 21.00 :SALUTO FINALE

 

COSTO? 5 EURO(SERVONO ESCLUSIVAMENTE PER LA CENA) MI RACCOMANDO NON MANCATE SARà UNA FESTA SUPERMEGARCI

MITICA !!!!!

  
SIAMO IN ONDA

È l’immagine della Radio che accompagnerà i ragazzi e gli educatori nel nuovo anno targato ACR.Il ricercare la radio.jpgfrequenza giusta, la musica ok, il programma con il dj preferito, il mettersi in ascolto e comunicare sono solo alcuni degli ingredienti del cammino.


La radio è un mezzo di comunicazione usato e conosciuto dai ragazzi: a strada, a casa, con il cellulare, il lettore mp3, nelle loro orecchie arrivano le onde sonore delle trasmissioni radiofoniche e i brani dei loro cantanti di successo.Ti accompagna dovunque tu vada, ti può essere compagna mentre fai altre cose (c’è chi studia ascoltando la musica)Attraverso la radio c’è chi comunica e chi ascolta, chi trasmette e riceve, c’è chi cerca e chi si fa cercare; chi ascolta e chi ha qualcosa da dire.


Comunicazione e relazione è il binomio che vivremo insieme quest’anno. È l’anno della novità nel cammino ciclico triennale, la proposta formativa vuole aiutare i ragazzi a vivere l’incontro con Gesù risorto e a maturare quegli atteggiamenti che li aiutino a costruire con Lui una relazione vera, autentica e profonda. Accogliere Cristo nella propria vita vuol dire lasciare che Lui entri in relazione con noi e che ci comunichi la buona notizia; questa relazione rende nuove le relazioni vissute nel quotidiano.  L’incontro e l’amicizia con Gesù li aiuta a comprendere che ciò che rende davvero nuova la loro vita e le loro relazioni è la sua persona, il suo Vangelo, il modo con cui siamo chiamati a vivere ogni giorno. È la logica della con-versione, della vita rinnovata dall’incontro con Dio che ha animato tante figure di santità.


Con l’augurio che i ragazzi possano rispondere alla chiamata alla santità, santità laicale che matura all’interno di una comunità (famigliare, ecclesiale, associativa) grazie ad una rete di relazioni autentiche, al dialogo e all’incontro con gli altri.

  
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